Il manifesto culturale dell'editoria sociale

Il nostro Manifesto

L'editoria sociale che cambia l'accesso alla cultura.
Per neurodivergenti, per tutti!

1

Pubblicare le storie che il mercato esclude

Valorizzare la cultura creativa dei talenti neurodivergenti

  • Esistono vite che non trovano spazio sugli scaffali, vite che restano ai margini.

  • Non perché siano storie prive di valore, ma perché il mercato editoriale crede non valgano.

  • La nostra missione è portare al centro le narrazioni che il mercato esclude.

  • Noi pubblichiamo le voci neurodivergenti, le narrazioni che sfidano il mainstream.

  • Noi non facciamo beneficenza culturale, ma editoria socioeconomica.

2

Cultura è patrimonio comune, non privilegio

Riempire gli spazi non presidiati dalle comunità educanti

  • La cultura, troppo spesso, opera come fosse un club esclusivo, per chi vi può accedere.

  • Noi realizziamo opere digitali senza barriere d'accesso.

  • Per tutti, non solo per i neurodivergenti.

  • Noi crediamo che le nuove generazioni non siano il problema: siano una risorsa inascoltata.

  • I linguaggi dei giovani sono culture, sono luoghi da abitare e socializzare senza pregiudizi.

  • Noi realizziamo strumenti e narrazioni che dialogano con le giovani generazioni, non le escludono.

3

L'intelligenza è collettiva, oppure non lo è

Umanizzare la tecnologia, valorizzando il sapere delle comunità

  • L'intelligenza artificiale non è uno strumento che si usa o non si usa.

  • È un ambiente che si abita, si popola di senso se utilizzato eticamente.

  • Noi scegliamo di progettarlo con un patto intergenerazionale per l'IA.

  • Gli adulti come portatori di esperienza.

  • Le nuove generazioni per l'energia innovativa.

  • L'intelligenza collettiva è ciò che vogliamo costruire.

4

Piccoli da soli, grandi se uniti in rete

Connettere autori, scuole, imprese, terzo settore, istituzioni, finanza

  • Il cambiamento culturale non nasce mai dai grandi, ma dai piccoli che creano rete.

  • Ciascuno, da solo, non sposta gli equilibri, ma assieme si crea massa critica.

  • Noi siamo una infrastruttura culturale che connette la rete.

  • La nostra scommessa è cambiare la cultura, aprirsi alle diversità in modo equo.

5

Il futuro è adesso e chiede di essere gestito come presente

Non abbiamo bisogno di mappe, ma di bussole, che orientino l'agire

  • Nel mondo, le politiche di Diversità, Equità e Inclusione (DEI) sono sotto attacco.

  • Chi lavora per le diversità viene descritto come idealista, talvolta come una minaccia.

  • Noi non ci tiriamo indietro. Non perché idealisti. Ma l'esclusione cognitiva non è una nicchia.

  • Noi vogliamo essere luogo aperto, dove la parola diventa progetto, il linguaggio infrastruttura.

  • E l'accessibilità diviene la misura della coerenza di tutto ciò che facciamo.